martedì 31 luglio 2012

La Società Italiana di pediatria smentisce correlazione tra autismo e vaccino trivalente

Il vaccino trivalente, quello, in poche parole che si effettua per contrastare rosolia, parotite e morbillo, è consigliato a tutti i bambini intorno ai 3 anni d’età. Non è obbligatorio, ma neanche controindicato . Si era creato allarme per l'ipotesi di correlazione con lo sviluppo di autismo . Molto clamore aveva scuscitato la sentenza del Tribunale di Rimini che,  accogliendo il ricorso di una coppia di genitori , attribuiva l’insorgenza dell’autismo alla somministrazione del vaccino trivalente contro morbillo, rosolia e parotite (MPR). Ora interviene nuovamente l'organo scientifico dei pediatri Italiani , sulla questione autismo - vaccino trivalente. La Società Italiana di Pediatria Preventiva e Sociale (SIPPS) ribadisce che non può essere seriamente preso in considerazione alcun legame tra l'insorgenza della sindrome autistica e la somministrazione del vaccino trivalente. Le maggiori Società Scientifiche hanno già espresso parere contrario alla notizia della sentenza del Tribunale di Rimini che attribuisce l'insorgenza dell'autismo alla somministrazione del vaccino trivalente contro morbillo, rosolia e parotite (MPR), accogliendo il ricorso di una coppia di genitori.
la SIPPS ha scritto un articolo, grazie al contributo del Professor Luciano Pinto (direttivo SIPPS), e del Dottor Giuseppe Di Mauro (Presidente SIPPS) che ricostruisce l’iter che ha condotto alla formulazione della sentenza e che dimostra, attraverso un’accurata Bibliografia, l’infondatezza scientifica di tale sentenza.
L’esistenza di una associazione tra vaccinazione MPR ed autismo era stata avanzata nel 1998 da Wakefield et al. in un articolo pubblicato su Lancet, inerente 12 bambini con enterocolite cronica ed alterazioni regressive delle sviluppo : in 8 bambini affetti da autismo, l'insorgenza dei problemi comportamentali sarebbe stata temporalmente collegata a questa vaccinazione. Secondo l’interpretazione di Wakefield, la vaccinazione MPR induceva una enterocolite, che causava una ”permeabilità dell’intestino”, con conseguente maggiore assorbimento di peptidi neurotossici, che provocavano l’autismo.
Di particolare interesse sono gli studi che hanno evidenziato come i casi di diagnosi di autismo fossero già in aumento in Inghilterra prima dell’introduzione della vaccinazione 5, mentre in Giappone dopo la sospensione della vaccinazione nel 1993 (che era stata iniziata nel 1989), il numero casi di autismo è aumentato. Nel 2004 si diffusero le prime notizie sull’esistenza di un conflitto di interessi, e 10 dei 12 coautori della pubblicazione hanno formalmente “ritrattato l’interpretazione” che nel lavoro fosse stato stabilito un legame causale fra il vaccine MPR e l’autismo. L’articolo di Wakefield è stato ritrattato dalla Redazione di Lancet agli inizi del 2010, in seguito al giudizio emesso il 28/01/2010 dal General Medical Council del Regno Unito al termine di un processo iniziato nel 2007, che ha riconosciuto il dr. Wakefield colpevole di uno scorretto comportamento etico, medico e scientifico nella pubblicazione del lavoro, radiandolo dall’Ordine dei Medici.  Il 5 gennaio 2011, un editoriale del British Medical Journal che annunciava l’inizio della pubblicazione di una serie di articoli del giornalista Brian Deer su 7 anni di inchieste sul caso Wakefield , dichiarava “l’articolo di Wakefield che collegava il vaccino MPR all’autismo era fraudolento” in quanto molti elementi dell’anamnesi dei pazienti erano stati alterati per supportare i risultati e l’intero studio era distorto da interessi economici.
Anche la recente revisione Cochrane (15 febbraio 2012) della letteratura scientifica di Demicheli e coll. non ha evidenziato alcun legame fra il vaccino MPR e l’autismo, confermando i risultati della revisione effettuata dal suo gruppo nel 2005. A margine del testo, il Dottor Giuseppe Di Mauro afferma: “La SIPPS condivide pienamente queste preoccupazioni e offre la propria disponibilità a collaborare con le Autorità Sanitarie per fornire alle famiglie una corretta informazione sulle vaccinazioni, che ne incrementi la fiducia.  Il rischio – prosegue Di Mauro – è che si riduca drasticamente la copertura vaccinale per Morbillo e Rosolia, rallentando l’obiettivo dell’Organizzazione Mondiale della Sanità di raggiungere l’eradicazione delle malattie entro il 2015, e che si scenda a livelli pericolosi per la salute pubblica”.

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