mercoledì 25 luglio 2012

Il caffè allunga la vita? Sembrerebbe proprio di si

Non vi è giorno che non venga pubblicato uno studio sulle proprietà benefiche del caffè, qualcuno con risultati contrastanti . Il caffè continua ad essere una delle bevande più utilizzate al mondo, ma l'associazione fra il consumo di caffè ed il rischio di morte non è stato mai ben chiarito. Ci hanno provato un gruppo di ricercatori, pubblicando le conclusioni sulla prestigiosa rivista New England Journal of Medicine (Association of Coffee Drinking with Total and Cause-Specific Mortality). I ricercatori del Cancer Epidemiology and Genetics, National Cancer Institute, National Institutes of Health, Department of Health and Human Services di Rockville, hanno valutato i rapporti fra il consumo di caffè e la mortalità totale e specifica per singole cause, in 229.119 uomini e 173.141 donne con età al basale compresa tra 50 e 71 anni. Sono state escluse dallo studio le persone con cancro, malattie cardiovascolari e stroke. Il consumo di caffè è stato valutato solo al basale. Durante il periodo di follow-up tra il 1995 ed il 2008 furono seguite 5.148.760 persone-anno. Dopo correzione per il consumo di tabacco è stata evidenziata un'associazione inversa fra il consumo di caffè e la mortalità. Un'associazione inversa è stata dimostrata anche per la mortalità per malattia cardiaca, respiratoria, stroke, incidenti ed eventi traumatici, diabete ed infezioni, ma non per il cancro. I risultati sono stati simili nei vari sottogruppi analizzati (ivi compreso soggetti fumatori e non, persone con un eccellente grado di salute al basale, vari gradi di BMI iniziale). Nei confronti delle persone che non bevono caffè, coloro che ne consumano 6 o più tazze al giorno hanno presentato una riduzione della mortalità del 10% negli uomini e del 15% nelle donne. Una simile associazione è stata dimostrata anche nei consumatori di caffè decaffeinato. Le spiegazioni di questi effetti favorevoli possono essere molteplici. Il fumo di tabacco costituisce il fattore confondente maggiore nell'analisi multivariata, e l'associazione inversa tra il consumo di caffè e la mortalità tende ad essere maggiore nelle persone che non hanno mai fumato rispetto a coloro che erano fumatori attivi, suggerendo che il fumo costituisce, quando presente, un fattore confondente che attenua l'associazione inversa tra il consumo di caffè e la mortalità. Limite dello studio è che il consumo di caffè è stato valutato solo al basale e non riflette pertanto il consumo nel lungo termine. Data la natura osservazionale dello studio non è possibile concludere che la relazione inversa tra consumo di caffè e mortalità sia un rapporto di causa-effetto. I possibili componenti del consumo di caffè favorevoli sulla mortalità sono da attribuire agli oltre 1.000 componenti in esso contenuti in grado di influenzare il rischio di morte. Il più studiato è la caffeina ma il fatto che l'associazione inversa sia presente anche nei consumatori di caffè decaffeinato esclude un suo ruolo. Mentre altri composti possono avere un ruolo più importante, quali ad esempio gli antiossidanti ed i polifenoli.

5 commenti:

Teresa J ha detto...

Se alunga la vita o no ,non lo so,ma quanto e buono goderse una tazza di caffè sopratutto al mattino.Teresa J.

prokofiev ha detto...

Giusto:-)

Anonimo ha detto...

non è il caffe che allunga la vita...ma il sentire questa classe di politici parlare....ti si alluga la vita nella speranza di riuscire un giorno a prenderli a calci.

Anonimo ha detto...

non ha nulla a che vedere la politica con il caffè!
certo che ormai si usa metterla ovunque è diventata una patologia infettiva !!!!!!!!!!!!!

Anonimo ha detto...

andrea io lo sempre detto fin da piccolo sono un caffeinomane, ora a 60 anni o un corpo da bronzo di riace 120 spalle 70 vita 40 avambracci e ormoni ancora da ventenne, sono astemio totale

Manon Lescaut - Intermezzo

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