lunedì 2 gennaio 2012

Calciatori e fumo. Dopo il caso Balotelli, i cardiologi ribadiscono: riduce la resistenza agli sforzi

In questi giorni si è parlato molto della lite tra Mancini , allenatore del Manchester City, e Balotelli, grande talento, ma professionista non proprio esemplare. Motivo della disputa l'abitudine al fumo del calciatore.  Sarebbero 5-6 sigarette, e questo, secondo il grande campione Gigi Riva, non sarebbe "Fumare". In realtà diversi studi hanno dimostrato che una sola sigaretta altera il DNA e produce quindi danni. In passato altro campioni erano dediti al vizio. Ricordo ade esempio Signori, Riva, Chinaglia, Bruno Conti. C’è stato perfino chi, come il croato del Perugia Milan Rapajc si faceva una sigaretta nell’intervallo fra un tempo e l’altro della partita. Successe anche a Sandro Tovalieri durante una partita del Bari ma la tifoseria dei galletti, quando è venuta a saperlo, fece sapere di non gradire. Il Cagliari che nel 1970 era campione d’Italia è un altro esempio: fumavano Gigi Riva, Albertosi e Domenghini, sorpresi una notte dal loro allenatore Manlio Scopigno mentre giocavano a carte, avvolti da una nuvola di fumo. Il tecnico soprannominato il Filosofo e celebre per la sua flemma si sedette, si accese una sigaretta e chiese tra le meraviglia dei suoi ragazzi: «disturbo?». Fumava, ai tempi il cui era il fuoriclasse della Juventus, l’attuale presidente dell’Uefa Michel Platini. Al mediano Massimo Bonini che una volta glielo fece notare, il francese rispose «tanto tu corri anche per me». Gli esperti ribadiscono che le sigarette fumate si ripercuotono sulle prestazioni degli atleti.  Filippo Crea , dell'Istituto di cardiologia del Policlinico Gemelli, spiega:  ''chi fuma, poi, tende col tempo a fumare sempre di piu' e con l'aumento delle sigarette aumentano anche i rischi per la salute''.
Per quanto riguarda le prestazioni atletiche, secondo il cardiologo con quattro o cinque sigarette al giorno non ci sono cali significativi, ''ma considerando che il fumo riduce l'ossigeno nel sangue, col tempo, piu' si fuma e piu' si riduce la resistenza agli sforzi. Se si aggiunge questo ai rischi di malattie polmonari invalidanti, sia pure sul lungo periodo, il quadro e' comunque tutt'altro che tranquillizzante''.
''Contro il fumo - sottolinea il prof. Crea - abbiamo avuto successi strepitosi in questi ultimi anni in termini di diluzione dei fumatori. Ma adesso, in Europa come negli Usa nelle generazioni piu' giovani, tra i ragazzi che hanno tra i 10 e i 15 anni, si assiste a un aumento dei fumatori che potrebbe portare a una pericolosa inversione di tendenza. Per questo - conclude il cardiologo - e' importante che personaggi pubblici e famosi come il calciatore Balotelli, che hanno un forte impatto sui giovani, diano un buon esempio anche dal punto di vista della salute. Se la pressione si riduce, categorie meno difese e sempre piu' esposte come i giovani tendono a riprendere il vizio. La natura umana e' fatta cosi'. La pressione non va mai allentata''.
Indipendentemente dalle abitudini, ritengo quindi, come Crea, che gli sportivi, al pari dei medici, dovrebbero dare un buon esempio ai giovani.

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Pietro Spagnoli

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