mercoledì 16 novembre 2011

Parto indolore in Italia? Un'utopia. Epidurale praticata solo nel 16% degli ospedali

Secondo un'indagine condotta in quattro strutture ospedaliere di Torino ,  (Maria Vittoria, Amedeo di Savoia, San Giovanni Bosco e Molinette), solo il 16% degli ospedali è in grado di offrire l'anestesia epidurale ma, anche in queste strutture, non è sempre disponibile, soprattutto se il parto avviene di notte o nel fine settimana. L'allarme è lanciato anche dalla Fidapa, la Federazione donne arti professionali affari . Secondo l'indagine, a una donna su due (49%) non viene proposta l'epidurale, mentre il 43% l'ha chiesta senza però ottenerla. «È necessario intervenire» afferma Antonio Tomassini, presidente della Commissione igiene e sanità del Senato, «con soluzioni moderne, quali il rilievo delle schede del dolore. Occorre agire sulla formazione del personale, sull'integrazione delle strutture con il territorio e sul controllo degli esiti». Una soluzione potrebbe arrivare dal rendere equivalente il rimborso per il parto naturale e il cesareo senza complicanze, superando di fatto la situazione attuale per cui il cesareo prevede un rimborso più alto. «Come è stato fatto in Lombardia» aggiunge Luisa Pavesio Mosso, past president di Fidapa. «Questa modalità dovrebbe estendersi ad altre regioni e una quota del bilancio sanitario andrebbe dedicata al parto con epidurale». La senatrice Fiorenza Bassoli, capogruppo Pd in commissione sanita' del Senato, aggiunge: ''Purtroppo ancora oggi - spiega la senatrice - il dolore del parto viene considerato connaturato all'evento naturale, senza considerare che dai dati sull'aumento costante dei parti cesarei emerge che molte donne scelgono questa metodica proprio per paura del dolore''.

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Pietro Spagnoli

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