martedì 15 dicembre 2009

Nel Lazio utilizzato solo il 5% delle dosi di vaccino per l'influenza A. Miliardi buttati al vento

Dopo l'immenso clamore , l'allarmismo esagerato, la campagna mediatica sulla pericolosità dell'influenza A, un clamoroso dato arriva dalla regione Lazio . Su 460.000 dosi di vaccino per l'influenza A consegnate dal Ministero per il Lavoro, la Salute e le Politiche Sociali alle strutture sanitarie della Regione Lazio finora le persone vaccinate sono solamente 21.547, meno del 5%. Lo ha reso noto la stessa Regione Lazio, puntualizzando però che il dato non comprende ancora le persone vaccinate dai medici di base e le persone che lavorano nei servizi essenziali (vigili, autisti, poliziotti). Per l'influenza stagionale invece il tasso di copertura del vaccino arriva anche all'80%. Secondo quanto rilevato dalla Regione sono molti i cittadini a chiedere informazioni presso i medici che hanno ricevuto dall'Asp gli elenchi dei cittadini compresi nelle categorie a rischio, ma pochi coloro che poi si sottopongono al vaccino.
Molte le polemiche, e molte le ipotesi per questo clamoroso dato. SIcuramente le incertezze e timori sull'efficacia del vaccino, spesso sconsigliato anche da operatori sanitari, ma anche i dubbi sulla reale pericolosità dell'infuenza, molto sopravvalutata dai governi e dai media . Questi, nel dettaglio e per categoria, i dati delle vaccinazioni finora effettuate. - 10.058 vaccini effettuati tra il personale sociosanitario - 272 vaccini effettuati tra il personale dei servizi pubblici essenziali - 183 vaccini effettuati tra i donatori di sangue periodici- 768 vaccini effettuati tra le donne in gravidanza - 73 vaccini effettuati tra donne che hanno partorito da meno di sei mesi o tra persone che assistono neonati- 9.999 vaccini effettuati tra i portatori di almeno una delle condizioni di rischio, di età tra 6 mesi e 65 anni.Per quanto riguarda l'infanzia, 20 vaccini sono stati somministrati a bambini di età superiore a sei mesi che frequentano l'asilo nido, 21 a minori che vivono in comunità o istituzionalizzati, 55 ai bambini con meno di 24 mesi nati gravemente pretermine, 71 le dosi somministrate a persone di età compresa tra 6 mesi e 17 anni non comprese nelle precedenti categorie, 27 a persone di età compresa tra 18 e 27 anni, anche queste non comprese nelle precedenti categorie. Nessun vaccinato infine tra il personale delle forze di pubblica sicurezza e della protezione civile, né tra i vigili del fuoco e nelle forze armate.

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Pietro Spagnoli

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