martedì 20 maggio 2008

Viaggio nei suoni della musica: il magico suono del Fender Rhodes

Il magico suono del piano Fender Rhodes ha segnato in modo inconfondibile gran parte della musica prodotta negli anni '60 e '70.
Fondata da Harold Rhodes negli anni '40, la Rhodes venne acquisita dalla Fender nel 1959. Harold Rhodes rimase nel progetto e vennero prodotti i leggendari Fender Rhodes.
Il leggendario piano elettrico appare nella famosa scena del film “ The Blues Brothers “ in cui Ray Charles vende un Fender Rhodes per 2000 dollari alla band e per dimostrare che si tratta di un ottimo strumento attacca "Shake Ya Tailfeather".
Il meccanismo con cui veniva prodotto il suono consisteva in un martelletto che percuoteva un cilindretto collegato a una barra di risonanza metallica accordata. Il suono così creato veniva elaborato da un pick up elettromagnetico e amplificato.
L'ultimo strumento venne prodotto nel 1984. Nel 1987 il marchio Rhodes venne acquistato dalla Roland, che produsse dei pianoforti digitali che avevano poco in comune con i mitici strumenti marcati Fender. Nel 1997 Harld Rhodes, con l'aiuto di Joseph A. Brandstetter, riacquistò il marchio per riprendere la produzione del pianoforte che porta il suo nome. Il nuovo Rhodes è uscito qualche anno fa, conservando il meccanismo di produzione del suono che ho descritto prima, ma dotato anche di interfaccia midi. Per quanto il suo suono sia stato imitato innumerevoli volte da campionatori e tastiere digitali, quello del Rhodes originale è tutta un'altra cosa .
Il Fender Rhodes fu particolarmente popolare dai primi anni '70 alla metà degli '80 e molte delle sue canzoni simbolo sono di questo periodo: Riders on the Storm dei Doors, Just the Way You Are di Billy Joel, Still Crazy After All These Years di Paul Simon, Babe degli Styx, You Are The Sunshine Of My Life di Stevie Wonder, Peg degli Steely Dan, Gotta Serve Somebody di Bob Dylan, l'introduzione di Sheep dei Pink Floyd, I Can't Tell You Why e New Kid in Town degli Eagles e il tema di Taxi di Bob James. Anche Billy Preston ne suonò in Don't Let Me Down dei Beatles. Il Fender Rhodes è inoltre in primo piano in Incommunicado di Jimmy Buffett.
Il Rhodes fu anche usato magistralmente nella musica jazz e fusion in tutti gli anni '70. Negli album Light as a Feather di Chick Corea e In a Silent Way di Miles Davis il Rhodes è preminente in tutta la registrazione. Joe Zawinul dei Weather Report, Jan Hammer della Mahavishnu Orchestra e Herbie Hancock lo hanno usato spesso e con eccellenti risultati. Gli Steely Dan usarono la versione modificata Dyno My Piano in molte registrazioni come Hey Nineteen, Kid Charlemagne, My Rival e con un phaser in The Fez e nella maggior parte delle registrazioni più recenti, Bill Evans usò il Rhodes (spesso insieme ad un pianoforte a coda) in diverse registrazioni (comprese The Bill Evans Album e From left to right).
Più di recente il Fender Rhodes ha avuto un ritorno di popolarità ed è stato adottato da un numero crescente di gruppi come Radiohead (in OK Computer e Kid A), Incubus, The Appleseed Cast, Super Furry Animals, Bright Eyes, Eisley, Elliott Berry, The Arcade Fire, Vanessa Carlton, Secret Machines, Tori Amos, Wilco, Mute Math, ne0pxi, Thrice, R.E.M., Hot Hot Heat, Cake (il Rhodes è in Sheep Go To Heaven negli accordi di fondo del ritornello), The Strokes, The Flaming Lips, e Glenn Danzig dei Misfits. Ha visto inoltre una grande ripresa nelle "Jam Bands", essendo usato regolarmente da Phish, The String Cheese Incident, Leyline e The Special Purpose.
Inoltre il Rhodes ha visto un uso massiccio nell'hip hop, specialmente quello di natura più jazzistica. Questo è verificabile con artisti come The Roots, Mos Def e Talib Kweli, Blackalicious, Jurassic 5, A Tribe Called Quest, e altri. Ancora più popolare è nel genere neo-soul con artisti come Erykah Badu, D'Angelo, e Jill Scott dove sostituisce quasi completamente il piano tradizionale.
In questo estratto il grandissimo pianista Italo-Americano Chick Corea, con altri due grandissimi musicisti Italo-Americani , tra i piu’ grandi virtuosi viventi, John Patitucci,e Vinnie Colaiuta.
Prokofiev

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