mercoledì 21 maggio 2008

Torna alla ribalta il dibattito sull'efficacia dell'omeopatia dopo i recenti fatti di cronaca

In Italia sono oltre 9 milioni le persone che si curano con l'omeopatia; solo in Lombardia sono piu' di un milione e 800 mila. Il nostro Paese rappresenta il terzo mercato europeo del settore dopo Francia e Germania, con una spesa complessiva che nel 2007 ha superato i 300 milioni di euro. Sono circa tremila i medici che hanno seguito corsi di specializzazione in omeopatia.
Dopo il recente fatto di cronaca, (la ragazza diabetica morta dopo la sospensione dell'insulina), si è nuovamente acceso il dibattito tra sostenitori della medicina non convenzionale e gli scienziati nettamente contrari.
Nel 2005 uscì il famoso lavoro sulla rivista Lancet, (Are the clinical effects of homoeopathy placebo effects? Comparative study of placebo-controlled trials of homoeopathy and allopathy) , secondo cui i rimedi non convenzionali sarebbero pari a bere un bicchiere d'acqua. L'editoriale, pubblicato dalla rivista , affermava : "Bisogna che i dottori siano chiari e onesti con i loro pazienti sull'assenza di benefici dell'omeopatia, e con se stessi sulla debolezza della medicina moderna nel prendere atto del bisogno di attenzione personalizzata da parte di loro pazienti".
I ricercatori svizzeri hanno comparato i risultati di 110 trattamenti omeopatici con altrettante somministrazioni di farmaci convenzionali, in situazioni cliniche che vanno dalle affezioni respiratorie a malattie che richiedono cure chirurgiche. Di questi poi ne sono stati selezionati un certo numero di maggiore rigore metodologico dai quali risulterebbe che l'omeopatia non ha effetti più rilevanti del placebo. Le risposte non si sono fatte attendere e a farsene portavoce fu Antonio Negro, decano dei medici omeopatici italiani. Negro ha dichiarato a La Repubblica che "quando prendiamo in considerazione studi scientifici come questo, che sono di sicuro interesse, dobbiamo considerare però che in gran parte si occupano di situazioni teoriche, a carattere sperimentale. La salute e la guarigione di un paziente non consistono nella sola variazione di alcuni valori presi arbitrariamente in considerazione". La difesa cioè è di fatto sempre la stessa: l'omeopatia è una disciplina fortemente individualizzata, in cui il trattamento viene selezionato sulla base delle specifiche modalità con cui ciascun disturbo si manifesta in ogni singolo paziente. Usci' poi un editoriale del dott. remuzzi nel 2005 sul Corriere della sera intitolato "L'omeopatia e' inutile: non cura nessun male" .
Due anni prima , nel 2003 , un gruppo di scienziati tra i quali Silvio Garattini e lo stesso Remuzzi, ha firmato un documento contro le medicine alternative, concludendo:
Gli scienziati del Gruppo 2003, nell’emanare questo Documento, desiderano informare l’opinione pubblica e la classe politica della loro preoccupazione per la situazione che si sta venendo a creare nel nostro paese. Anche se la medicina scientifica ha cambiato in senso favorevole la durata e la qualità di vita degli Italiani, non bisogna indulgere a trionfalismi e molto rimane da fare per aumentare la fiducia dei cittadini nei medici e nella medicina. Non si può peraltro sottacere che la pratica clinica quotidiana rischia di essere snaturata dalla diffusione di pratiche diagnostico-terapeutiche che nulla hanno di scientifico che non solo non sono efficaci ma possono comportare rischi notevoli per tutti quei cittadini che hanno bisogno di diagnosi rapide e attendibili e di provvedimenti terapeutici efficaci..
Ma l'avversione all'omeopatia va ancora più indietro nel tempo se si considera, come fa l'editoriale di supporto alla ricerca, che già nel 1846 John Forbes aveva comparato omeopatia e allopatia.
Ci fu quindi la replica della dottoressa Bernardini, a nome della SIOMI, Società Italiana di Omeopatia e Medicina Integrata , in difesa dell'omeopatia fu pubblicata in risposta al gruppo di scienziati: "Basta con le false notizie sull'omeopatia!" Il Corriere della Sera di mercoledì 28 novembre dedica un articolo a firma Margherita De Bac dal titolo: "L'Omeopatia è un placebo: effetti collaterali inattesi. Nuova ricerca di Lancet. I farmacologi: basta aiuti".La SIOMI desidera precisare che non vi è nessuna nuova ricerca sfavorevole all'omeopatia. I dati cui si fa riferimento si riferiscono ad una pubblicazione del 2005 che peraltro fu ampiamente contestata in tutta Europa per evidenti errori di metodo. Gli articoli apparsi di recente su The Lancet rappresentano opinioni personali, poco informate e preconcette degli Autori. La SIOMI si interroga sul perché, a fronte di tanto risalto mediatico ad alcune opinioni che discreditano l'omeopatia, non altrettanto spazio venga riservato per diffondere le molteplici opinioni a favore sia dei medici che dei molti milioni di pazienti dell'omeopatia espresse dalla loro Associazione nazionale (APO-Italia). In merito alla affermazioni riguardanti la presunta inefficacia della medicina omeopatica la SIOMI desidera precisare quanto segue.
• E' in progressivo aumento la letteratura scientifica (facilmente reperibile sul sito SIOMI) che riconosce l'efficacia delle terapie omeopatiche anche nelle malattie croniche e nelle malattie gravi.
• Sono sempre di più le riviste scientifiche che ospitano lavori di ricerca sull'omeopatia. Tale letteratura è anche reperibile in Italia, dal settembre 2006, sulla Rivista a carattere scientifico online "Omeopatia33" curata dalla SIOMI e inviata a molte migliaia di medici e farmacisti.
• L'utilizzo delle medicine complementari e tradizionali è tutelato anche dalla OMS.
• L'Istituto Nazionale per la Salute americano (NHI) ha aperto un settore dedicato alle medicine complementari (NCCAM) e finanzia la ricerca scientifica in queste discipline mediche.
• Il mondo universitario internazionale si apre all'Omeopatia. Ne è prova, un caso tra tanti, il "Consortium of Academic Health Centers for Integrative medicine" che riunisce 36 Università americane.
• I recenti dati ISTAT, che riferirebbero di un calo di richiesta di medicine complementari in Italia (dati riferiti all'anno 2005) non sono coerenti con i dati della indagine DOXA (ottobre 2004) che riferiscono, per contro, un aumento della popolazione italiana in cura con l'Omeopatia pari al 23,1% della popolazione. Non solo: i dati ISTAT 2007 dimostrano chiaramente che non vi è stata nessuna flessione di richiesta di terapia omeopatica nei bambini, evidenziando dunque come il calo sia verosimilmente da attribuire ad un problema economico dei cittadini che devono pagare di tasca propria le cure del medico e le medicine ed esso non sia, per certo, da imputarsi ad una diminuizione di preferenza. D'altra parte è la stessa indagine ISTAT ad ammettere che i cittadini in cura con l'omeopatia si dichiarano soddisfatti in una percentuale eccezionale, superiore al 70%. La medicina convenzionale può vantare altrettanto gradimento?
• I meriti della medicina convenzionale sono innegabili. Tuttavia oggi sono in progressivo aumento le malattie croniche nei confronti delle quali la terapia farmacologica convenzionale è poco efficace in termini di guarigione e gravata di effetti collaterali spesso insostenibili. In molte malattie croniche (allergie, asma, dermatiti, cefalee, malattie reumatiche, infezioni ricorrenti dei bambini) l'omeopatia rappresenta un valido strumento di cura capace di diminuire il consumo di farmaci, migliorare la qualità della vita degli ammalati e promuovere la guarigione. Le iniziative finalizzate al discredito dell'omeopatia, portate avanti a più riprese con contenuti inesatti e manipolatori non avranno alcuna influenza sulle scelte dei cittadini che hanno sperimentato sulla loro pelle l'efficacia dell'omeopatia e nemmeno sull'opinione delle migliaia di medici che hanno scelto di avvalersi di questa medicina perché ne verificano quotidianamente l'utilità terapeutica.
Di pochi giorni fa una intervista del prof. Garattini, noto farmacologo, sul "Giornale": Professor Garattini, cosa ne pensa dell’omeopatia?«È il nulla».Com’è categorico.«Quando la gente si trova a corto di soluzioni si butta verso direzioni senza base scientifica. Poi succedono disastri».Lei ha mai analizzato un boccetta omeopatica?«Non c’è bisogno. Se si prendono due flaconcini e si scambia l’etichetta non se ne accorge nessuno. Oltre una certa diluizione non c’è più nessuna molecola». Come mai?«Per fare un prodotto omeopatico selezionano una sostanza madre, un sale o un estratto di pianta. Poi prendono una parte di questa soluzione e la diluiscono in 99 parti di acqua. Poi agitano. Questo processo viene fatto per 10-15 volte. Alla fine non è più possibile identificare alcun principio attivo».E perché si comprano questi prodotti?«La gente è attratta dai prodotti misteriosi».Ma non servono o fanno male?«Il niente non può fare né bene né male. Peccato che a volte sostituisce cose efficaci».Come l’insulina in un diabetico?«Quello è stato un atto criminoso. Il diabete di tipo 1 non può rimanere senza insulina».Quando funziona l’effetto placebo?«Per una malattia non grave».Ma come ci si può tutelare dagli imbrogli?«Bisogna obbligare a mettere sulle etichette il principio attivo».E non lo fanno?«No, ed è una truffa che mi auguro venga smascherata».Qual è il giro di affari dell’omeopatia?«Circa 300 milioni di euro».
Al di là delle posizioni, condivisibili o non, secondo me sarebbe importante una collaborazione tra medici , medici omeopati e pazienti , ed una corretta informazione sia del medico che del paziente, ma soprattutto il paziente dovrebbe sempre informare il curante , sulla decisione di sospendere i farmaci convenzionali, al fine di sapere gli eventuali rischi connessi a tale sospensione. E' evidente che nel caso di farmaci fondamentali, quali insulina, farmaci antiipertensivi, ipoglicemizzanti, statine, antiaggreganti, la sospensione puo' comportare seri rischi per la salute.
Prokofiev

2 commenti:

DanieleMD ha detto...

ne ho parlato proprio lunedì e oltre a smascherare la falsa notizia sono comuqne arrivato alle stesse tue conclusioni :)

un carissimo saluto

http://www.psichesoma.com/la-falsa-storia-della-ragazza-morta-per-omeopatia/

Anonimo ha detto...

Si, probabilmente lo e

Pietro Spagnoli

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