L’uso del lettino solare aumenterebbe notevolmente il rischio di tumori alla pelle, anche mortali. È l’allarme lanciato da uno studio condotto dall’istituto inglese Cancer Research, secondo cui chi inizia a utilizzare il lettino solare al di sotto dei 35 anni aumenta di ben il 75% il rischio di melanoma maligno. Lo studio ha coinvolto 4.000 persone, rilevando tra l’altro che l’82% degli aficionados dell'abbronzatura artificiale rientra nella categoria più a rischio. Una moda in ascesa, se si considera che una donna su tre e un uomo su quattro utilizza il lettino solare. Un malinteso senso comune, spiegano i ricercatori, vede i lettini come un metodo sicuro per abbronzarsi, meglio ancora che prendere il sole dal vivo. Ma non è così: l’intensità dei raggi UV da alcuni lettini può essere fino a 15 volte maggiore di quella del sole di mezzogiorno. E la ripetuta esposizione ai raggi UV danneggia il DNA nelle cellule della pelle, il che aumenta il rischio di cancro e rende la pelle stessa soggetta a invecchiamento precoce.
In precedenza uno studio realizzato in Svezia e Norvegia, infatti, aveva dimostrato il legame tra lampade abbronzanti e insorgenza dei tumori. La raccomandazione di evitare i solarium arriva dall’Organizzazione mondiale della sanità che ha diffuso gli ultimi allarmanti dati sull’incidenza del cancro della pelle in tutto il mondo proprio mentre la moda della tintarella artificiale prende sempre più piede proprio tra gli adolescenti, e soprattutto tra le ragazze. I casi di melanoma maligno, la forma oncologica più pericolosa per l’epidermide, sono in crescita. Ogni anno 132000 persone vengono colpite da questa patologia e 66000 non sopravvivono, mentre 2 milioni sono quelle a cui viene diagnosticato un cancro alla pelle. L’esposizione prolungata ai raggi ultravioletti naturali, ovvero provenienti dal sole, o artificiali, cioè prodotti dalle lampade abbronzanti, inoltre, può causare danni agli occhi e un precoce invecchiamento della pelle. I lettini solari, però, sembrano essere ancora più pericolosi del sole. Negli ultimi tempi, infatti, vengono costruiti con dispositivi più potenti per emettere maggiori livelli di ultravioletti, accelerare l’abbronzatura e migliorare le prestazioni. Il risultato è che questi apparecchi espongono il corpo a radiazioni Uva e Uvb molto elevate ed entrambi capaci di danneggiare il Dna delle cellule. L’Oms, inoltre, ricorda che nella maggior parte dei paesi non esistono norme precise per l’utilizzo della lampada.
Bisogna quindi porre attenzione alla tintarella artificiale.
Prokofiev


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