giovedì 31 gennaio 2008

Le infezioni urinarie: ciò che è bene sapere


Sono infezioni provocate da germi che si sviluppano nelle vie urinarie. Di solito, i microorganismi penetrano attraverso l'uretra in vescica e risalgono fino ai reni ma, a volte, possono raggiungere i reni direttamente dal circolo sanguigno. I germi possono anche restare nel rene, nella vescica o nella prostata, e talora moltiplicarsi e causare un'infezione attiva, senza che altri germi giungano dall'esterno.

Quali sono i sintomi di un'infezione urinaria?
I sintomi variano grandemente da caso a caso, nell'ambito dello stesso individuo e in base alla sede dell'infezione. Le infezioni delle basse vie urinarie si presentano normalmente con pollachiuria (necessità di urinare frequentemente, anche se la quantità di urina eliminata è scarsa), disuria (difficoltà alla minzione) e stranguria (bruciore al passaggio dell'urina). Nella metà dei casi i sintomi sono associati a un numero rilevante, superiore a 100.000 per millilitro (ml), di batteri nelle urine (batteriuria). Infatti, l'urinocoltura è definita positiva quando la carica batterica supera i 100.000 per ml, dubbia se è uguale a 100.000, negativa se inferiore a 100.000. Tuttavia, questi limiti tradizionali, ampiamente utilizzati nella definizione delle infezioni delle vie urinarie, devono oggi essere considerati eccessivamente elevati. Infatti, è stato recentemente stabilito che, in presenza di disuria e pollachiuria e di una raccolta di urine correttamente eseguita, anche cariche batteriche superiori a 1000 per ml possono essere indicative di infezione. Questi casi, definiti come "sindromi uretrali acute", devono essere considerati e trattati esattamente come le infezioni delle vie urinarie definite secondo i criteri tradizionali. Alcune urinocolture possono essere positive anche in assenza di sintomi, per esempio in corso di gravidanza o di patologie dismetaboliche come il diabete. In questi casi è opportuno avviare un trattamento, perché la batteriuria asintomatica in gravidanza si associa a un numero significativamente maggiore di rotture premature delle membrane amniotiche e di parti pretermine. Nei casi in cui l'infezione si propaghi ai reni (infezione delle alte vie urinarie) si parla di pielonefrite, caratterizzata da febbre elevata, con brividi, dolore al fianco, urine torbide rosso-brunastre e maleodoranti.

Quali sono le condizioni che predispongono alle infezioni delle vie urinarie?
Possono favorire la comparsa di infezioni delle vie urinarie il reflusso vescico-uretrale, gli ostacoli al deflusso delle urine, come una prostata ingrandita o un calcolo, l'impiego di strumentazione urologica o l'uso di cateteri vescicali, e malattie metaboliche, come il diabete, o stati particolari, quali la gravidanza o la menopausa.

L'attività sessuale può facilitare la comparsa di infezioni delle vie urinarie?
Mentre l'uretra maschile è abbastanza lunga da evitare che i germi saprofiti presenti in vicinanza del meato uretrale esterno invadano l'uretra e la vescica, nella donna l'uretra è molto breve e vicina alla regione anale e quindi facilmente contaminabile da batteri fecali o da miceti, che possono attraversarla e raggiungere la vescica. La vagina è, inoltre, un ambiente ricco di microrganismi, che possono talora diventare aggressivi e penetrare in vescica. La vagina e la vescica sono, infatti, molto vicine tra di loro. I rapporti sessuali facilitano lo spostamento dei microorganismi dal meato uretrale esterno e dalla vagina in vescica, provocando l'evento conosciuto come "cistite da luna di miele". In realtà, un altro componente fondamentale perché si sviluppi tale sintomatologia è la stipsi. La permanenza, infatti, di feci nell'ampolla rettale, come succede quando si cambia ambiente di soggiorno, fa sì che vi sia un rilevante arrivo di batteri coliformi a livello vaginale, e quindi in vescica.

Quali sono i più frequenti agenti infettanti?
I microrganismi che comunemente colonizzano le vie urinarie sono i batteri normalmente presenti nell'intestino. Tra questi, il più frequente è l'Escherichia coli, seguito da Klebsiella, Streptococcus faecalis e Proteus mirabilis. Nel caso in cui, in presenza di sintomi urinari, la ricerca di questi germi più comuni sia negativa, è necessario ricercare particolari microrganismi, quali la Clamidia e l'Ureaplasma urealyticum, che non sono evidenziati dall'urinocultura standard.

Come si raccolgono le urine per l'urinocoltura?
E' preferibile che la raccolta delle urine avvenga al risveglio, poiché quelle della notte sono più concentrate. I genitali esterni devono essere lavati con acqua e sapone e risciacquati abbondantemente, in modo da eliminare tutto il detergente. Nella donna le grandi e piccole labbra andrebbero divaricate e nell'uomo il prepuzio dovrebbe essere retratto. Il primo getto di urina deve essere scartato, mentre va raccolto il successivo. Se la procedura non è eseguita correttamente si rischia o l'inibizione della crescita batterica per la presenza di detergente o una crescita eccessiva, dovuta a contaminazione esterna. Il campione così raccolto dovrà essere portato in laboratorio analisi entro un'ora. Se il laboratorio non è immediatamente raggiungibile, il contenitore dovrebbe essere temporaneamente conservato in frigorifero (a 4°C). I tamponi uretrale e vaginale devono invece essere eseguiti direttamente da personale sanitario con l'ausilio di tamponi sterili.

E' necessario effettuare esami strumentali in caso di infezione delle vie urinarie?
In casi selezionati sono necessarie ulteriori indagini strumentali. L'impiego dell'ecografia renale e vescicale può indicarci il grado di compromissione dei reni o un eventuale residuo di urine in vescica.
In presenza di infezioni urinarie recidivanti, soprattutto nel sesso maschile, vi è l'indicazione a eseguire l'urografia, per studiare le vie escretrici ed evidenziare l'eventuale presenza di calcoli. Nel caso vi siano perdite ematiche nelle urine, in assenza di un processo infettivo in atto, si esegue la cistoscopia, per esaminare direttamente le pareti della vescica ed escludere la presenza di eventuali neoplasie vescicali.

Quali terapie devono essere avviate in presenza di infezione delle vie urinarie?
La terapia si basa sugli antibiotici, che hanno il compito di risolvere il processo infettivo. Essi che vanno scelti in base al microorganismo responsabile dell'infezione e alla sensibilità indicata dall'anti-biogramma. La maggior parte delle infezioni urinarie è facile da curare, ma le recidive possono necessitare di trattamenti antibiotici prolungati (anche per 6 mesi), con piccole dosi di mantenimento o con singole compresse da assumere preferibilmente prima o subito dopo il rapporto sessuale. Sarebbe utile evitare il diaframma e, dopo la menopausa, si dovrebbero impiegare creme vaginali a base di ormoni.

Come prevenire l'insorgenza di infezioni delle vie urinarie nella donna?
E' necessario bere molta acqua e urinare a intervalli regolari (almeno ogni 3-4 ore e anche prima e dopo il rapporto sessuale), in modo da ridurre al minimo la carica batterica. E' necessario anche mantenere una regolare funzione intestinale, per evitare che il ristagno di feci nell'ampolla rettale determini una compressione sulla vescica che ne ostacola lo svuotamento. Il ristagno di urine favorisce la crescita batterica.

Sembrano infine molto utili le seguenti norme di igiene intima quotidiana:
pulirsi dall'avanti verso il retro, in modo che i germi intestinali non arrivino all'uretra
lavare l'area intorno al retto e alla vagina ogni giorno e prima di ogni rapporto sessuale
lavare i genitali con acqua corrente, evitando quella che ristagna nel bidet
indossare biancheria di cotone
evitare l'uso continuativo di prodotti cosmetici

Gli uomini possono avere infezioni urinarie?
Sì, ma meno spesso che le donne. Nei giovani sono dovute a infiammazioni o infezioni della prostata (prostatite), mentre nei soggetti anziani la causa più frequente è l'ostacolo al deflusso delle urine da ingrandimento della prostata.

I bambini contraggono infezioni urinarie?
Sì, anche se meno frequentemente degli adulti. Le bambine sono coinvolte più spesso dei maschietti. Se l'infezione urinaria si accompagna a febbre, c'è spesso un problema sottostante e devono essere eseguite ulteriori indagini.

Vi è il rischio di un'insufficienza renale?
Molto raramente. Tuttavia, in presenza di un'ostruzione o di un altro problema delle vie urinarie, l'infezione può localizzarsi ai reni, con un quadro che è chiamato pielonefrite. La pielonefrite, se non trattata e curata adeguatamente, può cronicizzare (pielonefrite cronica), fino a rendere il rene non funzionante.

Tre milioni di italiani hanno una qualche forma di malattia renale o urologica e molti di più sono a rischio di svilupparla.
Prokofiev

9 commenti:

agenzia comunicazione ha detto...

In una puntata del Dr. House si parlava di una specie di parassita animale che dalle latrine può entrare nell'uretra... ma esiste davvero questa possibilità di prendere questo germe?

Anonimo ha detto...

SOB! il dr. HOUSE...

Anonimo ha detto...

Da qualche tempo soffro di dolore al fianco e ho l'addome e basso ventre sempre gonfi, ho dato la colpa alla colite che a vote mi fa visita, così quando il dolore s'è fatto più forte ho consultato la dottoressa che ha sospettato una colica ovarica e mi ha mandata al pronto soccorso, dove il ginecologo mi ha detto che era invece colica renale e prescritto la cura.Il giorno dopo il dolore passa ma solo per ripresentarsi successivamente bello forte, vado dal medico di guardia e finalmente la risposta a sto oblio... infezione alla vescica!
E così difficile diagnosticarla mi chiedo?

Anonimo ha detto...

Due anni fa mentre urinavo sentivo briciore e faticavo a urinare, non ho detto e né fatto niente, dopo un po' di tempo non ho più sentito dolore, e ancora oggi però, vado in bagno ogni 2 ore e al mattino dopo la prima pipì, passati 10-20 minuti sento il bisogno di andarci ancora (solo la mattina), cosa può essere?

prokofiev ha detto...

SOno sintomi indicativi di infezione delle vie urinarie. In primis esame urine e urinocoltura. Se ha piu' di 50 anni è utile fare visita urologica per escludere ipertrofia prostatica

Anonimo ha detto...

Salve, da circa una settimana avverto un leggero fastidio all'uretra appunto, niente di doloroso, solo un fastidio che a tratti scompare anche durante la giornata. Permetto che non ho rapporti sensuali da un mese, ho iniziato ieri una cura con uso di un detergente specifico e una pomata, ma quest'ultima ha leggermente aumentato il fastidio, ritengo quindi che non sia corretta. Non ho difficoltà ad urinarie però, ne arrossamenti evidenti, solo un leggerissimo rossore dell'uretra. È è il caso di fare esami più approfonditi, o posso già individuare una patologia e una cura? Grazie in anticipo e complimenti per il vostro lodevole servizio.

prokofiev ha detto...

Potrebbe essere utile un tampone uretrale, e proseguire con le lavande, per poi valutare eventualemente una terapia specifica in base alla risposta

Anonimo ha detto...

Grazie in primis per la tempestiva risposta! Volevo chiederle, il fatto che sia un fastidio solo all'altezza dell'estremità superiore, senza nessun altro sintomo altrove, è da considerarsi positivo o non varia la gravità? Mi trovo in una situazione un po particolare, in quanto mi è difficile prima di 10 giorni poter fare una visita medica, quindi volevo, sempre se possibile, un consiglio su come muovermi per questo lasso di tempo e cercare di bloccare il progredirsi della cosa, o eventualmente eliminarla, anche se mi rendo conto sia sempre utile un controllo, che comunque farò. La ringrazio di nuovo e attendo un suo consiglio in merito.

Anonimo ha detto...

Salve Dottore! Volevo aggiungere un'informazione alla mia precedente risposta. Mi sono accorto che il fastidio che avverto proviene dal preludio per lo più, non dell'uretra come pensavo. Continuo però a non vedere né arrossamenti né nessun'altra forma di irritazione evidente. Sto continuando con i lavaggi accurati con un detergente specifico e noto lievi miglioramenti ma ancora il fastidio c'è a tratti. Volevo chiederle quindi, posso prendere una qualche pomata da applicare, magari qualcosa di generico che possa eliminare del tutto il problema? Unito magari a qualche farmaco che possa migliorare magari la situazione? La ringrazio e con l'occasione le mando i miei saluti.

Bobby Caldwell

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